Degustazioni di vino a Ravenna e dintorni



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  • Gli inglesi fanno il vino?

    Gli inglesi fanno il vino?

    Cosa vi viene in mente se vi dico Bacchus? Probabilmente la divinità romana più cool di tutte: il dio del vino, del piacere dei sensi e della festa. Ma durante una recente gita a Londra ho scoperto che Bacchus è anche il nome del vitigno simbolo del vino inglese.

    Perché sì, gli inglesi fanno il vino. E lo fanno anche molto bene. Lo so, può sembrare strano se pensiamo a un Paese che nell’immaginario collettivo vive di birra, pub, fish & chips e tè delle cinque. Eppure la storia della viticoltura inglese è molto più antica di quanto si possa immaginare.

    Per tornare al nostro amico Bacco, furono proprio i Romani a introdurre la vite in Britannia quasi duemila anni fa, piantando i primi vigneti durante l’occupazione dell’isola. Dopo la loro partenza la produzione continuò, soprattutto grazie ai monasteri medievali, ma il clima fresco e piovoso rese sempre difficile ottenere vini di qualità costante. Inoltre, per secoli risultò più conveniente importare vino dalla Francia e da altri Paesi europei piuttosto che produrlo localmente. Così la viticoltura inglese rimase un’attività di nicchia, quasi una curiosità.

    Negli ultimi trent’anni, però, qualcosa è cambiato. Il riscaldamento delle temperature medie, insieme a una migliore conoscenza dei terreni e a importanti investimenti nel settore, ha trasformato il panorama vitivinicolo del Paese. Oggi il sud dell’Inghilterra, in particolare le contee di Kent, Sussex e Hampshire, presenta terreni gessosi molto simili a quelli della regione francese della Champagne. Questo, unito a estati leggermente più calde e stagioni vegetative più lunghe, ha creato condizioni ideali per la produzione di spumanti metodo classico.

    Ed è proprio sugli spumanti che l’Inghilterra si è costruita una reputazione internazionale. Le varietà più coltivate sono infatti Chardonnay e Pinot Noir, le stesse utilizzate in Champagne. Oggi il settore è in piena espansione: il numero delle cantine cresce ogni anno e la superficie vitata è aumentata rapidamente, attirando anche investimenti da parte di importanti produttori esteri.

    Vino Bacchus Londra
    Vino Bacchus assaggiato alla London Cru Winery – Londra 2026

    Ma questo Bacchus? Finalmente ci arriviamo. Il Bacchus è un vitigno aromatico ottenuto in Germania negli anni Trenta dall’incrocio tra Silvaner, Riesling e Müller-Thurgau. In patria non ha mai riscosso un grande successo, mentre in Inghilterra ha trovato la sua dimensione ideale. Grazie al clima fresco riesce a sviluppare un profilo aromatico esplosivo, con note di sambuco, agrumi, frutta tropicale ed erbe aromatiche, mantenendo sempre una splendida acidità. Non a caso è diventato il quarto vitigno più coltivato del Paese e rappresenta il punto di riferimento per i vini bianchi fermi inglesi.

    Io l’ho assaggiato e posso dirvi solo una cosa: che goduria. Fresco, profumato, super bevibile e con una personalità tutta sua. Insomma, se pensavate che dall’Inghilterra potessero arrivare solo birra e gin, forse è arrivato il momento di fare spazio anche a un buon calice di Bacchus.

    Se anche tu vuoi sperimentare nuovi uvaggi, prenota una mia degustazione di vini a domicilio a Ravenna.

  • Emilia Romagna wines: the known and the unknown

    Emilia Romagna wines: the known and the unknown

    Emilia Romagna is one of Italy’s most delicious regions: you may have heard of Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico, Lasagna Bolognese, Piadina and Sangiovese, right? But beyond its fame lies a world of forgotten grape varieties and authentic wine traditions.

    What not everyone knows is that Emilia Romagna is technically one region but in terms of food and traditions is actually two. And don’t be surprised to listen to friendly rivalries between towns that are only 6 miles aways!

    “Romagna” is the southern part of this region, bordering with Tuscany and Marche. It’s well known for its beaches – Cervia and Milano Marittima, its night life – Rimini and Riccione, its beautiful mosaics – Ravenna but above for its King: Sangiovese wine!

    The first time we encounter the name “Sangiovese” is in an act of 1672 gathered in a State archive of the city of Faenza. Sangiovese is a chameleon wine. It can vary from very easy drinking and simple to very complex and savory. Its aroma profile of cherry, leather and violet and its tannic structure make it the perfect companion to aged cheese and red meat.

    Besides Sangiovese, other known wines of this area are Albana, Trebbiano and Pagadebit (see my latest blog post about it).

    But there are also some forgotten grapes that after the Phylloxera pest were left on aside to “rebuild” more money-making grape varieties, like Sangiovese. However, more and more these days we are rediscovering grapes like Famoso, Centesimino or Burson, mostly by accident.

    I have recently participated in an interesting vertical tasting of Burson at Randi. We tasted 5 vintages, from 2019 to 2006.

    This grape was discovered in a wood near the city of Bagnacavallo during a hunting trip by Antonio Longanesi in 1913. This vine was literally embracing an oak and he decided to start making wine for its family. Now the Burson production is controlled by a consorzio, founded and led by Daniele Longanesi (4 th generation), to help promote and protect this rediscovered grape variety that produces very rustic and tannic wines, up to 15/16 alcohol degrees.

    If you want to dive deeper into Emilia Romagna wine experiences, check out my wine events in Ravenna or my upcoming 7-day wine trip in September 2026, co-hosted with sommelier Elisa Borelli from Balsamico Italian Kitchen in San Diego. Join us for authentic wine tastings, local food pairings, and cultural discoveries!

    Vini dell'Emilia Romagna - Burson

    [picture taken at Randi estate in Fusignano, RA, during the Burson vertical tasting]