Degustazioni di vino a Ravenna e dintorni



sangiovese

  • Emilia Romagna wines: the known and the unknown

    Emilia Romagna wines: the known and the unknown

    Emilia Romagna is one of Italy’s most delicious regions: you may have heard of Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico, Lasagna Bolognese, Piadina and Sangiovese, right? But beyond its fame lies a world of forgotten grape varieties and authentic wine traditions.

    What not everyone knows is that Emilia Romagna is technically one region but in terms of food and traditions is actually two. And don’t be surprised to listen to friendly rivalries between towns that are only 6 miles aways!

    “Romagna” is the southern part of this region, bordering with Tuscany and Marche. It’s well known for its beaches – Cervia and Milano Marittima, its night life – Rimini and Riccione, its beautiful mosaics – Ravenna but above for its King: Sangiovese wine!

    The first time we encounter the name “Sangiovese” is in an act of 1672 gathered in a State archive of the city of Faenza. Sangiovese is a chameleon wine. It can vary from very easy drinking and simple to very complex and savory. Its aroma profile of cherry, leather and violet and its tannic structure make it the perfect companion to aged cheese and red meat.

    Besides Sangiovese, other known wines of this area are Albana, Trebbiano and Pagadebit (see my latest blog post about it).

    But there are also some forgotten grapes that after the Phylloxera pest were left on aside to “rebuild” more money-making grape varieties, like Sangiovese. However, more and more these days we are rediscovering grapes like Famoso, Centesimino or Burson, mostly by accident.

    I have recently participated in an interesting vertical tasting of Burson at Randi. We tasted 5 vintages, from 2019 to 2006.

    This grape was discovered in a wood near the city of Bagnacavallo during a hunting trip by Antonio Longanesi in 1913. This vine was literally embracing an oak and he decided to start making wine for its family. Now the Burson production is controlled by a consorzio, founded and led by Daniele Longanesi (4 th generation), to help promote and protect this rediscovered grape variety that produces very rustic and tannic wines, up to 15/16 alcohol degrees.

    If you want to dive deeper into Emilia Romagna wine experiences, check out my wine events in Ravenna or my upcoming 7-day wine trip in September 2026, co-hosted with sommelier Elisa Borelli from Balsamico Italian Kitchen in San Diego. Join us for authentic wine tastings, local food pairings, and cultural discoveries!

    Vini dell'Emilia Romagna - Burson

    [picture taken at Randi estate in Fusignano, RA, during the Burson vertical tasting]

  • I vini dell’Emilia Romagna, tra tradizione e vitigni ritrovati

    I vini dell’Emilia Romagna, tra tradizione e vitigni ritrovati

    L’Emilia Romagna è una delle regioni italiane più ricche dal punto di vista culinario ed enologico.

    Avrete sicuramente sentito parlare di Parmigiano Reggiano, aceto balsamico, lasagne alla bolognese, piadina e, naturalmente, vino Sangiovese.

    Quello che non tutti sanno, però, è che l’Emilia Romagna è tecnicamente una sola regione, ma in termini di cibo e tradizioni è in realtà divisa in due. E non stupitevi se sentirete parlare di rivalità amichevoli tra città che distano solo 10 km l’una dall’altra.

    La Romagna, a sud, è famosa per le sue spiagge, la vita notturna e i mosaici di Ravenna, ma soprattutto per il suo re: il Sangiovese di Romagna. La prima volta che troviamo il nome “Sangiovese” è in un atto del 1672 conservato nell’archivio di Stato della città di Faenza. Il Sangiovese è un vino camaleontico. Può variare da molto facile da bere e semplice a molto complesso e sapido. Il suo profilo aromatico di ciliegia, cuoio e violetta e la sua struttura tannica lo rendono il compagno perfetto per formaggi stagionati e carni rosse.

    Oltre ai più noti Albana, Trebbiano e Pagadebit (vedi il mio ultimo post sul blog a riguardo), la regione sta riscoprendo i suoi vitigni autoctoni dimenticati, che dopo la fillossera sono stati messi da parte per “ricostruire” varietà più redditizie, come il Sangiovese: parliamo del Famoso, il Centesimino e il Burson. Quest’ultimo vitigno e’ stato ritrovato nel 1913 nei boschi di Bagnacavallo dalla famiglia Longanesi che oggi guida un consorzio che ne tutela la produzione, mantenendo viva la tradizione di un vino rustico, intenso e di grande carattere.

    Ho recentemente partecipato a una degustazione verticale di Burson presso l’azienda agricola Randi, dove ho assaggiato 5 annate, dal 2019 al 2006.
    La storia del Burson inizia nel 1913, quando fu stato scoperto in un bosco vicino alla città di Bagnacavallo durante una battuta di caccia da Antonio Longanesi. La vite abbracciava letteralmente una quercia e Longanesi decise di iniziare a produrci vino per la sua famiglia. Ora la produzione del Burson è controllata da un consorzio, fondato e guidato da Daniele Longanesi (quarta generazione), per aiutare a promuovere e proteggere questo vitigno riscoperto che produce vini molto rustici e tannici, fino a 15/16 gradi.

    Se vuoi scoprire di più sui vini dell’Emilia Romagna, dai più celebri ai più rari, esplora le mie esperienze enologiche a Ravenna e dintorni.

    Puoi anche unirti al nostro tour enogastronomico in Emilia Romagna di settembre 2026, un viaggio di 7 giorni alla scoperta delle bellezze e dei sapori autentici della regione insieme a me e alla sommelier Elisa Borelli di Balsamico Italian Kitchen, San Diego!

    Vini dell'Emilia Romagna - Burson

    [foto scattata durante la verticale di Burson presso l’azienda Randi di Fusignano, RA]